International Snow Science Workshop

Dove scavare?

Nel soccorso in valanga, ogni secondo conta. Dopo la ricerca con ARTVA e sonda, la fase più lunga e critica è lo scavo: raggiungere e liberare le vie aeree della persona sepolta. Ma da dove conviene iniziare a scavare?

Un recente studio del Club Alpino Italiano, condotto da Davide Rogora e Gianni Perelli Ercolini e presentato all’International Snow Science Workshop 2023, ha analizzato proprio questo aspetto: è meglio iniziare lo scavo vicino alla sonda, come previsto dal metodo “Conveyor Belt”, o a distanza, come suggeriscono alcune fonti?

L’esperimento

Durante quattro sessioni sul campo nelle Alpi, 72 partecipanti hanno eseguito scavi a coppie: uno con il metodo “canonico” (vicino alla sonda) e uno “from far” (a distanza pari alla profondità di seppellimento).
Sono stati misurati i tempi per:

  • raggiungere il punto della sonda (primo contatto con la vittima),

  • e liberare un’area sufficiente per accedere alle vie respiratorie.

I risultati

  • Metodo canonico (vicino alla sonda): media 8 minuti e 28 secondi.

  • Metodo da lontano: media 11 minuti e 1 secondo.
    In media, scavare “da lontano” richiede 2 minuti e 33 secondi in più.

Tradotto in probabilità di sopravvivenza, questo significa una perdita di circa il 7%.
Nel peggiore dei casi (5° percentile), il ritardo supera i 4 minuti, con una riduzione del 12% delle possibilità di salvezza.

Le conclusioni

I dati sono chiari: scavare vicino alla sonda è più veloce e aumenta le probabilità di sopravvivenza.
Il metodo Conveyor Belt, adottato dal CAI nei corsi di formazione dal 2018, risulta dunque il più efficace nella maggior parte dei casi, specialmente per squadre di soccorritori non professionisti.

Servizio Valanghe Italiano

Il Servizio Valanghe Italiano è una Struttura operativa del Club alpino italiano che da oltre 40 anni opera – senza fini di lucro – nel campo della prevenzione di incidenti causati da valanghe. A tal fine realizza e promuove ogni iniziativa utile alla ricerca e alla diffusione di informazioni che riguardano la neve, le valanghe e la meteorologia alpina. Si occupa inoltre di formazione sia in ambito professionale che sportivo e favorisce il contatto tra persone interessate all’argomento.

Nato nel 1966 con lo scopo di diminuire il numero di incidenti in montagna provocati dalle valanghe, esso si sviluppa in seguito alla realizzazione della prima rete di rilevamento dati meteonivologici e alla diffusione dei primi bollettini valanghe dell’arco alpino italiano. Nel 1980 iniziano ad operare gli Uffici Valanghe provinciali e regionali. Da allora il Servizio Valanghe Italiano ha proseguito nella sua opera principale di formazione di personale qualificato e di informazione al pubblico, di coordinamento e contatto tra persone interessate all’argomento nonché di sostegno alla ricerca scientifica.

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Centro Studi Materiali e Tecniche

Nata a metà degli anni Sessanta del secolo scorso, la Commissione centrale per i materiali e le tecniche, ora Centro studi, opera da sempre nell’ambito della struttura centrale Cai e ha come obiettivo lo studio di materiali e attrezzature alpinistiche e speleologiche e le modalità del loro impiego. Svolge con continuità specifiche funzioni di studio, ricerca, diffusione dei risultati e tecnico-consultive di supporto all’attività del Sodalizio. Sviluppa progetti e promuove iniziative anche per mezzo di propri distaccamenti sul territorio nazionale.

L’attività del Centro studi avviene in collaborazione con l’analoga Commissione della Uiaa (Unione internazionale associazioni alpinistiche): la Commission de sécurité. Il lavoro comune dei due organismi riguarda in particolare la definizione delle norme per l’assegnazione del Marchio di qualità alle attrezzature alpinistiche ed il controllo del corretto utilizzo del Marchio da parte dei fabbricanti.

Il Centro studi svolge inoltre attività di studio dei problemi di assicurazione dinamica e lavora in collaborazione con la Commissione nazionale scuole di alpinismo, alla quale fornisce informazioni su aspetti tecnici della progressione in montagna e in falesia.

Composto da un ristretto numero di persone, scelte su proposta dei Gruppi regionali del Cai, per garantire una rappresentatività regionale nella composizione del Centro studi stesso, il Centro studi si avvale del supporto di due distaccamenti sul territorio nazionale (la Commissione regionale materiali e tecniche veneto-friulano-giuliana e la Commissione regionale materiali e tecniche lombarda), di consulenti esterni, del lavoro di istruttori di alpinismo, della Commissione tecnica delle guide alpine e della Scuola alpina Guardia di finanza.

Le sperimentazioni di materiali e tecniche si svolgono in particolare nel Laboratorio di Villafranca Padovana (PD), dove vengono testati i vari materiali, mentre le prove per la caduta di masse e persone vengono effettuate alla Torre di Padova, presso il Centro Sportivo Brentella.

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International Snow Science Workshop

The ISSW (International Snow Science Workshop) will be welcoming around 1,000 local, national and international participants, from experts to decision-makers and stakeholders, are expected to attend the ISSW 2023. The thematic focus lies on current advances in snow and avalanche science, case studies and innovative technologies on an international level. Unlike any other symposium, the ISSW promotes an international and interdisciplinary exchange between experts in the snow community. Different presentation formats like oral and poster presentations, panel discussions, as well as the integration of an international exhibition, allow a direct interaction amongst the broad target audience.

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