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Capiterà che spesso saranno in inglese (in americano, per la precisione): vedilo anche come uno stimolo per migliorare la tua padronanza della lingua! 😉

Improving Decision Making – How We Think

In che modo il nostro modo di pensare influenza il processo decisionale?

Lo psicologo Daniel Kahneman, vincitore del Premio Nobel, ha presentato per la prima volta il concetto dei sistemi di pensiero 1 e 2 nel suo rivoluzionario libro Thinking, Fast and Slow (Pensieri lenti e veloci).

In questo episodio, Andre-Jean Maheu si unisce a Chris e Jordy per parlare dei sistemi di pensiero 1 e 2 e di come questi influenzino il nostro processo decisionale.

AJ è un professionista nel campo delle valanghe e membro della Canadian Ski Guides Association. Da 20 anni lavora anche come professionista del soccorso sulle piste da sci. È attivo in numerosi ambiti dell’industria della sicurezza valanghiva, tra cui la previsione del pericolo per attività industriali, la ricerca e il soccorso, e il lavoro presso le stazioni sciistiche, oltre all’attività di formazione e guida.

AJ condivide il proprio punto di vista sul processo decisionale in situazioni ad alto rischio, facendo ricorso sia al pensiero intuitivo e rapido sia a quello più lento e razionale. Parla inoltre dei vantaggi e degli svantaggi di entrambi i sistemi e di ciò che è necessario sapere per prendere decisioni migliori quando è presente un elemento di rischio.

Questo è un altro episodio ricco di spunti di riflessione, rilevante per molti aspetti della nostra vita: dalla montagna all’ambiente di lavoro e oltre.

Punti chiave

Criterio per valutare una buona decisione:
Una buona decisione può essere definita come una scelta che continua ad apparire corretta anche a posteriori, e non soltanto nel momento in cui viene presa. Può certamente produrre un buon risultato, ma una decisione dovrebbe essere valutata soprattutto sulla base del processo che è stato utilizzato per prenderla.

Pensiero del Sistema 1:
Si basa sul riconoscimento di schemi e sull’utilizzo delle euristiche. Ci permette di prendere decisioni rapidamente, spesso a livello subconscio. Le decisioni prese attraverso il Sistema 1 possono spesso essere misurate in secondi.

Pensiero del Sistema 2:
È una forma di pensiero più razionale e riflessiva, che considera attentamente numerosi fattori in modo più lento e approfondito. Le decisioni prese attraverso il Sistema 2 possono spesso essere misurate in minuti.

Vantaggi:
Il Sistema 1 richiede poco sforzo mentale ed è molto efficace quando è necessario prendere decisioni rapidamente. Il Sistema 2 funziona bene per affrontare decisioni più complesse e situazioni nuove.

Svantaggi:
Poiché il Sistema 1 si basa sul riconoscimento di schemi, è incline a produrre errori nelle situazioni in cui una persona non possiede sufficiente esperienza. Il Sistema 2, invece, richiede molta energia mentale e tempo, rendendolo poco pratico per le decisioni che richiedono risposte rapide o che devono essere prese continuamente.

Come migliorare il processo decisionale:
Coinvolgere altre persone per ridurre i bias e i fenomeni di “cecità” informativa, cioè quelle situazioni in cui alcune informazioni vengono semplicemente ignorate o non vengono notate. Utilizzare processi decisionali basati su regole e checklist. Utilizzare il confronto tra situazioni invece di affidarsi esclusivamente a sistemi numerici per attribuire un livello o una valutazione.

Come migliorare il processo decisionale rapido:
Utilizzare il priming per portare in primo piano determinati schemi e risposte corrette poco prima che possano essere necessari. Sviluppare e allenare preventivamente schemi d’azione, come movimenti o procedure, prima che si renda necessario utilizzarli. Imparare a riconoscere quando è necessario passare al Sistema 2, ad esempio quando ci si trova di fronte a situazioni nuove e più complesse.

Biografia dell’ospite

AJ Maheu ha iniziato la sua carriera nel settore delle attività outdoor più di 30 anni fa. Dopo aver trascorso un decennio come istruttore e guida, conducendo discese fluviali in Québec ed escursioni dall’Alaska alle Ande, ha spostato la propria attenzione verso la gestione delle emergenze in ambienti remoti.

Ha lavorato come paramedico presso cantieri sull’isola di Baffin e ha iniziato una carriera ventennale nell’insegnamento del primo soccorso in ambiente naturale. Ha insegnato preparazione alle emergenze e primo soccorso nell’ambito di diversi programmi per guide di viaggi d’avventura, presso sei diversi college e università del Canada.

AJ Maheu è un professionista nel campo delle valanghe e membro della Canadian Ski Guides Association. Da 20 anni lavora inoltre come professionista del soccorso sulle piste da sci. È attivo in numerosi ambiti dell’industria della sicurezza valanghiva, tra cui la previsione del pericolo per attività industriali, la ricerca e il soccorso e il lavoro presso le stazioni sciistiche, oltre all’attività di formazione e guida.

AJ produce inoltre il canale YouTube North Shore Snowpack, attraverso il quale fornisce ogni settimana informazioni sulle condizioni del manto nevoso agli utenti dell’ambiente backcountry. È inoltre brand ambassador di Nano Traino, azienda produttrice di toboga da evacuazione di emergenza di alta qualità e facilmente trasportabili.

Quando non lavora, AJ è impegnato a regalare avventure ai suoi due figli, portandoli con sé nelle loro avventure di famiglia.

Imagining the Worst-Case Scenario

Perché è così importante immaginare lo scenario peggiore? Cosa succede quando non lo facciamo?

In questo episodio di Delivering Adventure, Chris e Jordy condividono alcuni esempi tratti dalle loro carriere nel settore dell’avventura per illustrare l’importanza di considerare lo scenario peggiore. Parlano anche di alcuni fattori che possono compromettere la nostra capacità di prevedere cosa può succedere se le cose non vanno come previsto, e di come possiamo evitare di cadere in queste trappole.

Chris Kaipio lavora nel settore delle guide d’avventura come guida, istruttore, formatore, manager e sviluppatore di contenuti dal 1991.

Jordy Shepard è una Guida Alpina certificata a livello internazionale ACMG/IFMGA, formatore di guide, educatore in materia di valanghe, specialista in soccorso e un ex guardaparco.

Punti chiave

Come possiamo immaginare lo scenario peggiore:

  • Considerare cosa può ragionevolmente accadere: significa chiedersi quali potrebbero essere tutti i possibili esiti negativi e verificare se siamo preparati nel caso in cui si verifichino.
  • Curare i dettagli: la differenza tra un professionista e un dilettante sta nell’attenzione ai dettagli. Considerare tutti i dettagli in anticipo ci dà l’opportunità di identificare e pianificare tutti gli esiti probabili che potrebbero verificarsi.
  • Pensare in anticipo: questo può richiedere di allontanarsi da situazioni complesse per poter riflettere a fondo sulla situazione e su ciò che ci aspetta.
  • Chiedersi se ci sfugge qualcosa: ci sono informazioni che potremmo star trascurando? È una domanda che dovremmo sempre porci, utile per evitare di sviluppare una visione a tunnel.
  • Fare ricerca: può includere il confronto con altre persone e l’analisi di casi di studio.
  • Formazione e simulazioni: permettono di fare esperienza diretta di ciò che può accadere.
  • Comunicare i rischi in modo approfondito: crea l’opportunità per tutti di comprendere quali pericoli potrebbero incontrare.

Science is what we do to keep from lying to ourselves

In questo episodio del podcast, educatori e professionisti del settore valanghe discutono dell’equilibrio tra l’affidarsi ai bollettini valanghe regionali e l’adozione di decisioni specifiche per i pendii in ambiente innevato.
Sottolineano l’importanza del pensiero scientifico, della raccolta dati (come lo scavo di fosse nella neve) e della comunicazione di gruppo per la sicurezza in zone a rischio valanghe. La conversazione esplora come la scienza e l’esperienza pratica si completino a vicenda, il valore dell’umiltà e della curiosità e la necessità di una comunicazione del rischio personalizzata per i diversi gruppi di utenti. L’episodio evidenzia che, sebbene le previsioni siano essenziali, le osservazioni dirette sul campo e un’analisi approfondita rimangono fondamentali per la sicurezza in caso di valanghe. 

In this conversation, Bruce Jamieson is back to interview Dr. Karl Birkeland and Joe Stock for a deep dive into snow science. Jamieson brings us with him on a snow science journey alongside two of the industry’s top authors and experts on snow avalanches. Their conversations comment on the importance of the science side of the industry as “understanding how things work allows us to anticipate conditions that are outside of our experience.”

Interview Highlights:

– Stopping to dig a snow pit or review & interpret observations helps groups engage with the snowpack, fosters curiosity, and encourages collaborative decision-making
– Long-term practitioners often become humble and curious due to encountering surprises and unknowns in avalanche work
– The amount of science needed depends on the individual and their goals; more knowledge can help practitioners and recreationists make better decisions, especially in unfamiliar conditions
– People benefit from a tiered training framework: core skills in main courses coupled with more science topics through CPD and ISSWs.

2025 Climbing Accidents Trends: What the Data Tells Us

È di nuovo quel periodo dell’anno: l’AAC ha invitato il direttore di Accidents in North American Climbing, Pete Takeda, a partecipare al podcast per parlare delle tendenze emergenti negli incidenti in arrampicata.
Quest’anno, siamo anche lieti di parlare con la Dott.ssa Valerie Karr, professoressa presso l’UMASS, che ci ha aiutato in un imponente progetto di analisi dati. Valerie ha utilizzato l’analisi della Grounded Theory per analizzare 20 anni di dati sugli incidenti, individuando modelli di come il comportamento umano contribuisca agli incidenti. Modelli come la normalizzazione del rischio, la trappola del mentore e gli atteggiamenti nei confronti dell’attrezzatura fissa. 

Ascoltate il podcast per scoprire le sue scoperte e saperne di più sui casi di studio che hanno attirato l’attenzione dei redattori quest’anno.

Reading the Signs: Avalanche Risk and Decision-Making

Ian McCammon, often considered the godfather of human factors in avalanche education, has a unique background with a foot in scientific research and another in backcountry exploration. With formal training in physics, materials science, and engineering, Ian started in R&D before becoming deeply involved in avalanche education in the 1990s. Following the loss of his friend Steve Carruthers in an avalanche, he was driven to study how experienced individuals make fatal decisions despite knowing better. His work has since shaped modern avalanche education and risk management strategies.

Ian developed the FACETS acronym:

  • Familiarity: We feel safer in places we’ve been before, even when conditions change.

  • Acceptance: The desire to fit in can push individuals to take unnecessary risks.

  • Commitment/Consistency: The drive to follow through on a plan despite new information.

  • Expert Halo: Over-reliance on an individual perceived as an expert.

  • Tracks/Scarcity: The fear of missing out on first tracks can cloud judgment.

  • Social Proof: Seeing others on a slope can create a false sense of security.

His research suggests that merely teaching these factors isn’t enough to change behavior—awareness must be coupled with tools for self-evaluation.

PDFs help individuals identify their personal biases and recurring decision-making flaws. By reflecting on past experiences and recognizing patterns in our own choices, we can slow down and make more objective decisions in the field.

Ian also created ALPTRUTh, an easy-to-remember checklist that has been proven effective in evaluating avalanche risk. More than 90% of avalanche accidents occur when three or more of these factors are present:

  • A: Avalanches in the past 48 hours.

  • L: Recent loading from snow, wind, or rain.

  • P: Obvious avalanche path present.

  • T: Terrain trap below.

  • R: Avalanche danger rating of “considerable” or higher.

  • U: Signs of unstable snow (cracking, collapsing, whoomping).

  • TH: Thawing or rapid warming conditions.

McCammon introduced the Stability Wheel, a simplified model explaining the three conditions necessary for an avalanche:

  1. Strength: The ability of the snowpack to resist force.

  2. Structure: Weak layers and slab formations.

  3. Energy Release: The capacity for a fracture to propagate.

Ian explains how propagation propensity, friction, and fracture toughness are now being studied in more depth to improve predictive tools like the Extended Column Test (ECT) and Propagation Saw Test (PST).

One of Ian’s strongest messages in the episode is the importance of margins—the space we create between ourselves and dangerous terrain to account for uncertainty. He emphasizes that uncertainty is often underestimated and that decision-makers must continually assess whether they are acting on knowledge or assumptions.

Ian discusses a study that found significant human and device error in slope angle measurements, with a margin of error between 3-6 degrees. This has implications for decision-making, especially when relying on digital elevation models and inclinometer apps.

Ian highlights the need for new research in decision-making tools, material-based snowpack models, and practical field applications of computational advancements. He also discusses the role of technology in avalanche education, including digital versions of his Snow & Avalanche Fieldbook and new methods for risk communication.

Staying inside the guardrails with Jeff Banks

Nell’episodio di oggi, Caleb si intervista la guida IFMGA e co-fondatore/CEO di, Jeff Banks. La missione di Jeff nella vita è aiutare le persone a fare cose pericolose, nel modo più sicuro possibile. È più felice quando è in montagna ad aiutare le persone a vivere vite lunghe e avventurose.

Jeff ha una carriera di oltre 20 anni come professionista delle valanghe nei settori della previsione delle valanghe, del lavoro con esplosivi e della guida. Jeff è un membro del team di istruttori AMGA ed esaminatore, oltre all’addestramento sulle valanghe che insegna alle forze speciali statunitensi. Ha trascorso 16 inverni come guida e sciatore a Chamonix, è stato campione di sci alpinismo statunitense ed ex capo allenatore della squadra nordica di sviluppo olimpico del Colorado. Jeff vive a Crested Butte, Colorado, con sua figlia.

Jeff e Caleb chiacchierano di alcuni momenti cruciali della carriera di Jeff che lo hanno fatto riflettere sulla quantità di rischi che stava correndo mentre sciava e faceva la guida sugli sci in terreni a rischio di valanghe. Ciò lo ha spinto a pensare a un modo migliore per affrontare i viaggi in zone a rischio valanghe e nelle loro vicinanze. Da qui è nato il libro e Jeff spiega cosa questo nuovo strumento ha da offrire agli amanti dell’entroterra invernale.

Safety And Preparedness For Back Country Skiing

Un episodio interessantissimo, questo, che elenca ed analizza i principali temi che riguardano lo scialpinismo. Si parla di come tracciare in modo efficace, di airbag, di comunicazione di gruppo e di molti altri argomenti. La Guida Alpina Larry Goldie è davvero un ottimo comunicatore e, per quello che vale, condivido al 100% tutto quello che afferma in questa intervista.

Back country skiing has experienced a huge surge in popularity over the last several years. Scott Johnston discusses the implications, and the issues, with Larry Goldie, an AMGA-IFMGA-Certified Mountain Guide based in the North Cascade Mountains.

Jayson Simons Jones

In questo episodio, Caleb intervista Jayson Simons-Jones.
Chiacchieriamo della carriera di Jayson come guida alpina IFMGA, proprietario di un servizio di guida, educatore sulle valanghe e ora del suo nuovo ruolo di Recreation Education Manager per l’American Avalanche Association.
Jayson fornisce spunti e riflessioni ponderate su come si avvicina a portare un profondo senso di significato e connessione mentre porta le persone a sciare fuoripista.
Ci immergiamo in alcuni dei punti chiave di un fantastico articolo che ha scritto per The Avalanche Review intitolato: Comunicazione di gruppo e tattiche decisionali.

Group Communication and Decision-Making Tactics
TAR 39.4 Page 34
https://theavalanchereview.org/tar-39-4/